FETTUCCINE IGNORANTI

Fettuccine ignoranti.

CUCINA. 018 CUCINA. 021 CUCINA. 020 CUCINA. 021 CUCINA. 023 CUCINA. 027 CUCINA. 029 FETTUCCINEIGNORANTI

2 uova + 1 di papera

400 g di farina

Per il sugo:

200 g di olive miste saporite kelemata, Tagiasche e verdi schiacciate (tutte private del nocciolo)

1 cucchiaio di capperi in salamoia

½ spicchio di aglio

1 ciuffo di prezzemolo

4 pomodorini secchi

20 g . di pistacchi tritati grossolanamente

2 fettine di pane ai cereali tritate a mano grossolanamente

10 g. di anacardi

20 g. di olio EVO

ricotta salata affumicata

Preparazione

Facciamo la pasta poi iniziamo a fare il sugo.

Prendiamo un tagliere mettiamo tutte le olive, i capperi, l’aglio, i pomodorini e il prezzemolo e con la mezzaluna tritiamo gli ingredienti.

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Prendiamo un tegame alto e a fondo doppio (uso sempre la mia in pietra lavica) la scaldiamo, poi mettiamo l’olio e il trito ottenuto i pistacchi e facciamo insaporire.

Una volta pronto il sugo prendiamo un altro padellino lo facciamo scaldare mettiamo un filo d’olio e aggiungiamo il pane tritato insieme agli anacardi e facciamo dorare, una volta pronto il pane lo mettiamo da parte.

Cuociamo le fettuccine le scoliamo e le condiamo direttamente nella tegame dove abbiamo lasciato il sughetto mettiamo un po’ d’acqua di cottura e una generosa grattugiata di ricotta salata. Quando impiatteremo aggiungeremo per ogni commensale prezzemolo tritato e pane agli anacardi. Credetemi è di una bontà inaudita

filetto po

Filetto gustoso in riduzione di porto e stracchino

1 filetto per commensale:

1 bicchiere di porto rosso

2 cucchiai di zucchero di canna

1 cucchiaino di miele di acacia

2 cucchiai di stracchino

grani di pepe verde

Prendere una bistecchiera portarla a temperatura profumandola con del rosmarino, quando avrà raggiunto la giusta temperatura porre i nostri filetti e grigliarli 45 sec. Per parte.

Per la riduzione:

Prendere un  tegame a bordi alti possibilmente di rame far scaldare, poi  introdurre lo zucchero, il miele ed il porto girate una sola volta per amalgamare gli ingredienti e a fiamma media iniziamo a fare la nostra riduzione quando inizia a fare la schiumetta la riduzione è pronta spegnere il fuoco e lasciar freddare leggermente. A parte prendere lo stracchino e amalgamarlo con 25 g di crema di latte e i grani di pepe verde, quindi riprendiamo la riduzione e la facciamo legare con la crema di stracchino.

Prendiamo una padella anti aderente, la facciamo scaldare introduciamo quindi i filetti e li irroriamo con la  salsa ottenuta aggiustiamo di sale se necessario, facciamo insaporire qualche minuto ed impiattiamo immediatamente guarnendo con qualche foglia di lattughino.

N.B. i filetti devono essere grigliati quando avremo già preparato la salsa, altrimenti i filetti si asciugherebbero.

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TURBANTINI DI TACCHINO PROFUMATI

Seconda portata meravigliosa bassisimo costo di realizzazione, ma non banale

TURBANTINI DI TACCHINO PROFUMATI  (calorie:  475)

Ingredienti:
180 g di polpa di tacchino 192kcal
un ciuffo di prezzemolo (kcal insignificanti)
una foglia di alloro(kcal insignificanti)
un ciuffo di timo fresco 5 kcal
un ciuffo di finocchiella 5 kcal

10 g di farina 34 kcal
100 g di cipollotti freschi 38 kcal
100 g di carote 35 kcal
100 g di piselli freschi sgranati 76 kcal
10 g di olio extravergine di oliva 90 kcal
sale e pepe(kcal insignificanti)

Preparazione:

Tagliate il tacchino a fettine sottili i 180 g. di tacchino, insapori teli con sale, pepe e finocchiella, quindi passateli nella farina e arrotolateli (fermarli con fili di porro precedentemente sbollentati). Mettete al fuoco una padella con l’olio e il bianco dei cipollotti tritati, lasciate rosolare un poco poi aggiungete i fagottini con un trito di prezzemolo, alloro e timo. Coprite la casseruola e fate cuocere per 5 minuti; aggiungete le carotine novelle e i piselli freschi. Bagnate con un poco di acqua per far brasare le verdure. Continuate la cottura mezz’ora a casseruola coperta e a fuoco lento.

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CHEESECAKE AL COCCO

ceescake cocco

CHEESECAKE AL COCCO 

Ingredienti per uno stampo da 24 cm:

per la base:
250 g di biscotti alle nocciole

100 g di burro

30 g di nocciole tritate
per il ripieno:
200 g di panna da montare
400 g di Philadelphia
80 g di cocco grattugiato
90 g di gocce di cioccolato
3 cucchiai di zucchero a velo
3 fogli di gelatina
2 cucchiai di crema di liquore di cocco

per decorare:
30/40 g di cocco grattugiato

Procedimento:
Fate fondere il burro in piccolo contenitore nel microonde e lasciatelo raffreddare. Mettete i biscotti Digestive nel bicchiere del mixer e tritateli finemente, unite il burro fuso e azionate nuovamente il mixer. Mescolate ancora con un cucchiaio per essere certi di aver amalgamato bene gli il composto. Foderate il fondo di uno stampo a cerniera da 24 cm di diametro con la carta da forno, incastratevi successivamente il cerchio e versate sulla base il composto di biscotti livellando e premendo bene con il dorso di un cucchiaio, dovrete ottenere una superficie uniforme e omogenea. Mettete in frigo e fate consolidare per tutto il tempo di preparazione del ripieno.

Per il ripieno: in un contenitore ben freddo montate la panna servendovi delle fruste elettriche o della planetaria. Ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda per circa 10 minuti (o seguite comunque le indicazioni riportate sulla confezione). Nel frattempo in una ciotola lavorate il Philadelphia con una frusta insieme allo zucchero a velo fino ad ottenere una crema. Unite le gocce di cioccolato ed il cocco rapé e mescolate bene per amalgamarli con cura. Incorporate la panna montata in più riprese mescolando dal basso verso l’alto per non smontare il composto.

Segretuccio: quando montate la panna aggiungete 4 gocce di Cointreau, questo servirà a mantenerla ferma e più soda.

Con le mani strizzate bene la gelatina e fatela fondere a fuoco basso in un piccolo pentolino insieme ai 2 cucchiai di crema di liquore al cocco. Unitela al composto di formaggio mescolando velocemente, quindi versate il tutto sulla base di biscotti e livellate bene.

Spolverizzate la superficie del cheesecake con i 30-40 g di cocco grattugiato e ponetelo in frigorifero a raffreddare per almeno 4 ore (meglio ancora sarebbe prepararlo il giorno prima). Estraete dal frigorifero al momento di servire.

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PESCATRICE IN FOGLIA D’ARANCIA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Splendida ricetta gustosa e di grande effetto. Seconda portata da servire anche per cene importanti.

pescatrice

INVOLTINI DI PESCATRICE AL SUCCO DI ARANCIA RIVESTITI IN FOGLIA D’ARANCIA (calorie: 226 Kcal)

ingredienti:

180 g. di pescatrice = 1 trancio di media grandezza, 113 Kcal

1 arancia di media grandezza spremuta e passata al colino, circa 51 Kcal (anche le zeste)

25 g. di latte tot. Scremato, 9 kcal

½ cucchiaino da te di maizena, 18 Kcal

Un ciuffo  di prezzemolo, calorie insignificanti

Un ciuffo di timo, 5 Kcal

Ciuffo di finocchiella, 5 Kcal

2 foglie di arancia

1 pomodorino pachino, 9 Kcal.

Preparazione:

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Prendete il trancio di pescatrice privatelo della lisca centrale, ricavarne due bocconcini, poi con un coltello ben affilato suddividete orizzontalmente le due parti  per aprirle a libretto; mettetele su un piano di lavoro e farcitele con un trito di: prezzemolo, timo e finocchiella, ponetevi al centro 1 pachino, insaporiteli con poco sale e pepe, arrotolateli come per gli involtini. A questo punto prendete le foglie di arancia e rivestite gli involtini fermandoli con del filo da cucina.

Fate scaldare a fiamma vivace una padella antiaderente,aggiungete il cucchiaio di olio e gli involtini, coprite con un coperchio a campana e cuocete per circa 4 minuti, togliete il coperchio versate il succo d’arancia passato,il latte nel quale avrete sciolto la maizena e fate insaporire, quando il sughetto avrà raggiunto una consistenza di una salsina corposa spegnete la fiamma e servite immediatamente.

Ottima con un contorno di songino alle pere in emulsione di arancia.

 

 

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CASSETTO QUESTO SCONOSCIUTO!!!

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Cassetto questo sconosciuto!

La scorsa settimana ho conosciuto una persona molto speciale ad un evento in un famoso salotto romano; di solito nulla mi distrae mentre preparo brunch, aperitivi e finger food, la mia attenzione è volta a che tutto giri nel verso giusto e che le uscite dei vari piatti siano adeguate all’ora e alle persone, ma ad un certo punto una voce ha infranto il muro della mia concentrazione.

Anche se di solito non lo faccio, (non amo importunare le persone), mi presento e  Le chiedo senza troppi convenevoli di cosa si occupa e, con mia grande sorpresa, risponde “entro negli armadi e li rimetto a posto”. Sulle prime non capisco e provo a farle delle domande, poi poco a poco inizio a capire che la signora entra dentro gli armadi della sua clientela d’elite, li svuota, li cataloga, capisce quello che va tenuto, quello che va eliminato, quello che va archiviato e quello che va rimesso a modello. La fase successiva è l’abbinamento dei vari accessori, la catalogazione dei colori e cosi via. Insomma per fare tale operazione può impiegare anche 1 settimana, ma quando lei esce da un armadio il suo cliente potrà vestirsi in un attimo perché troverà tutto ben organizzato e ordinato al posto giusto. La signora in questione è kika Repeto, la “Doctor Style” del settore, che si occupa anche di packaging per il lancio di molti prodotti di famosi marchi.

Vi chiederete ora che cosa c’entra con la cucina la signora in questione? C’entra e come se c’entra, è grazie a lei che ho deciso di dedicare più articoli all’ordine della cucina perché parlando del più e del meno viene fuori che il suo sogno sarebbe quello di estendere la sua grande esperienza di catalogatrice agli altri ambienti della casa, ma non ha tempo e forse non è proprio il suo settore, tuttavia un’esperienza così particolare potrebbe certamente trovare un ottimo impiego anche in cucina.

Da qui l’idea di dedicare spazio ed energie ad analizzare come mettere ordine in cucina, a studiare in altre parole l’ergonomia delle azioni che in essa si svolgono, a cominciare dal posizionamento degli strumenti e dei materiali di uso comune.

Regola numero 1: è necessario fare una distinzione tra gli oggetti che devono rimanere sempre nella cucina e quelli, invece, che vi si trovano solo di passaggio.

CASSETTOFOOD

Regola numero 2: bisogna assecondare le proprie inclinazioni culinarie, per esempio, se siamo amanti dei dolci, predisporremo un cassetto esclusivamente per la preparazione degli stessi, oppure, se prediligiamo il finger food ordineremo un cassetto che accoglierà prevalentemente arnesi e stoviglie per questo genere di cibo e così via.

Il cassetto occupa oggi un ruolo fondamentale nelle nostre cucine, più se ne hanno e meglio è. La composizione interna deve rispondere a dei canoni funzionali, lo spazio contenitivo deve essere tale da consentirci di avere tutto a portata di mano come un tavolo operatorio per il chirurgo, deve anche rispondere ai dei precisi standard di qualità affinché garantisca prestazioni durature nel tempo, oggi sono sempre più silenziosi, leggeri si aprono con uno sforzo  davvero minimo, come se il peso del loro contenuto fosse nullo e si chiudono con una leggera spinta di mano o gomito a seconda della posizione in cui ci troviamo, io spesso li chiudo anche con il lato B.

Quando entro nelle cucine delle mie clienti, il disagio maggiore non è lo sconforto nel constatare che non sappiano fare neanche un uovo al tegamino, piuttosto è il tempo che perdo per ristrutturare i vari cassetti spesso contengono più cose alla rinfusa che oggetti deputati alle varie fasi di preparazione del cibo. Quindi prima di iniziare la lezione di cucina è buona norma fare una “remise en forme” dei cassetti, cestoni porta piatti e pentole perché mettere ogni cosa al posto giusto non è solo una questione di ordine quando si utilizza una cucina,  ma risulta fondamentale nell’organizzare la gestione dei tempi, oltre che degli spazi. Ed è per questo che anch’io, come Kika Repetto, butto ciò che è rovinato (ad esempio padelle e pentole antiaderenti graffiate e quindi tossiche) e do ad ogni strumento la giusta collocazione.

CASSETTOCOLTELLI CASSETTOISOLA

Iniziamo quindi con lo svuotare i cassetti, lavarli e rivestirli con adeguate strutture porta oggetti: il cassetto visualizzato nella prima figura di solito è posto sotto i fuochi e contiene i coltelli e gli accessori per rimestare il cibo. E’ sicuramente il cassetto più usato. L’altra soluzione, nella seconda figura, è il cassetto scorrevole volante, anche sovrapponibile ai fuochi (per i possessori di cucine a induzione di calore, oppure a fuochi spenti) con duplice valenza: piano di appoggio per la preparazione dei piatti e contenitore di coltelli, ottima soluzione per piccole cucine, per ottimizzare spazi e tempi di lavoro (è bellissimo, ma ha dei costi esagerati,beato chi se lo può permettere).

Quindi, terminata l’operazione di svuotamento, dobbiamo:

CASSETTOs

1 – sistemare gli oggetti meno usati nei cassetti più difficili da raggiungere, considerando le abitudini culinarie di ciascuno (foto al lato)

PORTA PENTOLE

2  – predisporre grandi contenitori con le pentole e le padelle più usate (la foto è un esempio di come sfruttare al meglio lo spazio). La tecnica a rastrelliera consente una facile e rapida estrazione del tegame  anche in situazioni di emergenza.
CASSETTO OLIO

3 – ricordare che l’olio e le spezie necessari durante la cottura dovranno essere posizionati assolutamente lontano dalle fonti di calore, quindi mai nel cassetto sotto il piano dei fuochi, ma lateralmente ad esso o, ancora meglio, usando dei ripiani posti in alto, purché sempre facilmente a portata di mano..

Abbiamo così posizionato in modo estremamente funzionale quello che ci occorre per preparare sia un pasto veloce sia una cena da “grand gourmet”.

E’ pur vero che le nostre cucine sono sempre più piccole, ma proprio per questo razionalizzare gli spazi ci consentirà di ergonomizzare i movimenti rendendoci meno stanche alla fine della realizzazione di un pasto e sicuramente ci aiuterà ad avere una cucina, oltre che bella, sempre ordinata.

Non prendetemi per pazza questa volta non ci sono ricette, ma sono rimasta folgorata dalla Kika e l’idea di darvi qualche consiglio (senza alcuna presunzione), mi è venuto spontaneo.

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RICETTE Da OSCAR

Tutto sull’arrosto

 ARROSTO

ARROSTO… QUESTO SCONOSCIUTO:

Partiamo dal presupposto che per ottenere una buona pietanza la scelta delle materie prime è una delle cose fondamentali: è importante usare un tegame adatto per ogni alimento. Nel caso dell’arrosto sceglieremo un tegame di coccio di grandezza adeguata al pezzo di carne prescelto, perché se sarà troppo grande, il condimento che si trova ai bordi della carne tenderà a bruciare; al contrario, se utilizzeremo un contenitore troppo stretto, anziché rosolare creerà così tanta umidità che otterremo uno stufato!

L’intingolo di cottura deve cuocere a fiamma omogenea tanto da non bruciare l’olio, altrimenti se la fiamma fosse violenta lo farebbe fumare dando all’arrosto un sapore di bruciato.

La fase iniziale, più delicata ossia quella di sigillatura è fondamentale, è con questo passaggio che determinerete la bontà del vostro arrosto; il calore sigilla i pori formando uno strato protettivo. Sottoponiamo quindi il pezzo di carne ad una iniziale cottura a fiamma alta su tutti i suoi lati cospargendola di burro e avvolgendola in una generosa guaina di guanciale; effettuato questo passaggio sfumeremo con del vino adatto, lo lasceremo evaporare e solo allora aggiungeremo  tutte le verdurine a noi più congeniali (per me il più buono è con la sola aggiunta di cipolline poretane) e lasceremo cuocere senza troppa fretta aggiungendo di tanto in tanto del brodo molto caldo.

Per capire quando l’arrosto è cotto dobbiamo pungerlo con una forchetta, se il liquido che esce è di colore rosa il nostro arrosto non è ancora pronto, se il colore è chiaro, vuol dire che è cotto, ma attenzione se non esce nessun liquido il risultato è negativo, significa che è stato cotto troppo e quindi risulterà particolarmente stoppaccioso.

Una volta ultimata la cottura togliere l’arrosto dal tegame e porlo su una gratella affinché possa riposare per almeno una ½ ora, consentendo ai liquidi contenuti al suo interno di espandersi dal centro verso tutto il pezzo di carne.

CONTORNO ARRO

Nel mentre possiamo procedere alla preparazione della salsa di condimento: prendiamo un cucchiaio raso  di maizena o farina (io preferisco la maizena) la diluiamo a freddo con del vino (con del vino se è un arrosto al vino o del latte se è un arrosto al latte), aggiungiamo delle spezie fresche tipo rosmarino e ginepro, o finocchietto selvatico e alloro, facciamo addensare sulla fiamma, filtriamo l’intingolo e lo serviamo caldo sull’arrosto tagliato a fettine sottili.

MUCCA

Questi sono i tagli di carne più comunemente usati per fare arrosti, stufati o tasche ripiene:

Fesa; muscolo posteriore; fesone; girello; girello di spalla; noce; taglio reale; petto; filetto; scamone.

Stufati e brasati:

i cibi “stufati” cuociono lentamente e a fuoco moderato, in pochissimo liquido o grasso. Spesso si decide di effettuare uno stufato perché abbiamo a disposizione un taglio di carne più coriacea e grazie a questo tipo di cottura riusciamo non solo ad esaltare il gusto della carne, ma anche a renderla tenera. A differenza dello stufato il  brasato prevede  l’accompagnamento di diverse verdure che a fine cottura lo renderanno di sapore più delicato.  Per ottenere un buon Brasato faremo rosolare la carne in un grasso (olio e burro) e lo ricopriremo con del brodo, o vino, o latte (alla Piemontese) con l’aggiunta di spezie tipo: chiodi di garofano, aglio, alloro, noce moscata, zafferano, timo, cerfoglio e pepe nero

Tagli consigliati: sfaldatura di scannello, cicalino, sottonoce, sfaldatura di rosetta, giogo, mattamà, girello di spalla, sorrino, sorra, sfaldatura di petto, scoronatura, bracciatello, muscolo anteriore, cotennotto.

Una volta gli Stufati, brasati e spezzatini erano considerati piatti poveri che venivano consumati nelle feste, in cui si misurava l’abilità della padrona di casa nell’ottenere piatti saporitissimi da carni relativamente poco costose.

 POLLO ALLA BIRRA DI 

Matthew McConaughey

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Ingredienti:

  • 1 pollo intero
  • 1 lattina di birra chiara
  • 1 manciata di spezie ed erbe aromatiche preferite  (rosmarino, alloro, coriandolo, peperoncino ecc.)
  • 1 spicchio d’aglio
  • Sale q.b.

Procedimento:

  1. Prendiamo una lattina di birra e con l’aiuto di un apriscatole tagliamo il coperchio
  2. Inseriamo nella lattina un mix delle nostre spezie ed erbe aromatiche preferite, lo spicchio d’aglio in camicia, e inseriamo la lattina del pollo, avendo l’accortezza di mantenerlo in posizione verticale
  3. Prepariamo il barbecue e lasciamo cuocere il pollo lentamente per circa 2 ore e mezzo, sempre in posizione verticale, spennellando di olio di tanto in tanto.
  4. Durante la cottura la birra evapora e con essa si diffondono anche gli odori delle spezie e delle erbe aromatiche e Matthew assicura: “è magnifico!

 

Provate questa ricetta quanto prima vi garantisco che è una cosa strepitosa. IO non riesco più a farne a meno

 

brasato

Brasato di vitello ai funghi e castagne

Ingredienti per 4 persone:

1 kg di vitello adatto per brasato (fesa, scamone),

300 g. di castagne lessate

500 g di funghi finferli + 20 g di funghi porcini secchi,

qualche rametto di timo,

1 foglia di alloro, qualche foglia di salvia e un rametto di rosmarino,

1 cipolla media,

40 gr di burro o 4 cucchiai d’olio,

1 cucchiaio raso di maizena,

1/2 L di vino bianco secco,

½ litro di brodo di carne

sale, pepe.

Pulite accuratamente i finferli, eliminando la parte terrosa dei gambi e eventuali parti non sane. Metteteli in un colino e lasciateli parecchio tempo sotto l’acqua corrente per eliminare tutta la terra. Sciacquate i porcini secchi e metteteli in una ciotola di acqua tiepida per 20 minuti circa.

Scaldate metà del burro in una casseruola possibilmente un coccio e fatevi soffriggere a fuoco medio la cipolla affettata e tutti gli aromi. Quando la cipolla è leggermente dorata, toglietela dalla casseruola e tenete da parte. Alzate la fiamma, unite il burro rimasto e fate rosolare nella casseruola la carne su tutti i lati per un totale di circa 10 minuti. Quando la carne è ben dorata, rimettete nella casseruola la cipolla e gli aromi, salate, pepate e bagnate con il vino e 3 generosi mestoli di brodo bollente. Non appena il liquido inizia a bollire, abbassate la fiamma e coprite la pentola.

Lasciate sobbollire per circa 2 ore, aggiungendo altro brodo (sempre bollente) se necessario durante la cottura. Trascorso questo tempo, unite i funghi porcini scolati e tritati, le castagne  e lasciate cuocere scoperto per altri 15 minuti. Unite infine i finferli, interi se sono piccoli altrimenti tagliati in 2 o 4, e lasciate cuocere ancora per una ventina di minuti.

A fine cottura porre il brasato su un piatto, a questo punto rifiniamo la salsa aggiungendo ½ bicchiere di vino nel quale avrete sciolto il cucchiaio di maizena, versarlo nel coccio e aggiungere del rosmarino fresco tagliato finemente lasciare insaporire, appena la salsa si rapprende spegnere immediatamente il fuoco, tagliare l’arrosto napparlo con la salsa ottenuta e servire accompagnandolo  con un po’di polenta oppure di patate lessate o in purè.

filetto arancia

Arrosto di filetto all’arancia

Un filetto di vitella di circa 1 kg.

700 gr. di vitello,

60 gr di burro,

50 gr. pancetta,

un bicchiere di vino rosso,

un’arancia,

sale, pepe,

un mestolo abbondante di brodo.

Preparazione:

Legate la carne, come un arrosto, con filo incolore: fatela rosolare con 50 gr. di burro su tutti i lati per circa 10 minuti, sfumate con il vino e fate evaporare  aggiungere  il brodo bollente e fate cuocere a recipiente coperto per circa 40 minuti: A cottura ultimata, mettere il filetto su una gratella lasciarlo riposare per circa 15 minuti per favorire il trasporto dei fluidi al suo interno, nel mentre fare la salsa di arancia: rosolate la fetta di pancetta, tritatela e pestatela nel mortaio, unitevi il succo di un’arancia, il vino e un cucchiaino di maizena, unite il tutto alla salsa contenuta nel tegame di cottura e far asciugare per circa 5  minuti, aggiungete  la scorza di arancia grattugiata; tagliate a fettine il filetto e nappatelo con la salsa ottenuta e servite subito. È ottimo accompagnato da un purè di patate e carote al profumo di arancia.

ed infine un dolcino per rinfrescare il palato.

pere

BUDINO con le pere di NONNA ingredienti per 4 persone:

220 g di semolino

100 ml di latte 

140 g di zucchero

1 kg di pere coscia

120 ml di olio extra vergine di oliva

1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia Bean + 1 baccello senza semi

1/2 bicchiere di Marsala ( o di Vin Santo Occhio di Pernice)

Preparazione:

Si sbucciano le nostre pere spadone, si tagliano a pezzetti, e si cuociono in padella assieme a qualche cucchiaio di acqua, fino a quando non diventano tenere.

In un pentolino facciamo bollire il latte con lo zucchero, il baccello di vaniglia, l’olio ed il Marsala (o il Vin Santo). Dopo circa 4 minuti, a fiamma molto bassa onde evitare che fuoriesca, si aggiunge il semolino, sempre mescolando facendo attenzione a non far formare grumi, magari aiutandosi con una frusta,  cuocere per altri 5 minuti, sempre a fiamma bassa.

Si toglie quindi la pentola dal fuoco far stiepidire poi si uniscono le uova  uno alla volta ed infine l’estratto di vaniglia. Si prende quindi uno stampo da budino, di quelli con il foro centrale, lo ungiamo, lo infariniamo, e vi versiamo un primo strato di semolino, poi un secondo di pere cotte, alternando fino alla fine dei composti, avendo cura di terminare con il semolino. Si prende quindi lo stampo e lo si mette in un forno già caldo, alla temperatura di 180°, per circa 40 minuti.

Quando si toglie lo stampo dal forno, bisogna verificare che il semolino sia bello dorato, e prima di levarlo dallo stampo, lo faremo raffreddare un pochino, per evitare di romperlo. i p

Provateci  ma ricordate che la differenza la fanno sempre l’attenzione, l’estro e  l’amore con cui cucinate un piatto: se mentre lo preparate pensate di offrirlo a qualcuno che amate, normalmente viene più buono.

Pensando alla suocera o all’amica invidiosa viene di schifo. Alla prossima

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ZUPPA DI LENTICCHIE PORCINI E CASTAGNE

Zuppa di lenticchie di nonna Anna

Calde, avvolgenti, profumate, confortevoli. potrei continuare per altri   10 minuti a decantare le qualità delle zuppe, le adoro.

Sono piatti tipici della tradizione regionale ognuna la sua. Una volta le zuppe erano ritenute piatti della cucina povera, oggi rivalutate e impreziosite da ingredienti ricercati e non sempre a buon mercato, ma comunque buone e se ben strutturate piatti principe per cene eleganti.

cominciamo col dire che gli ingredienti devono essere di buona qualità e soprattutto freschi, poi scegliere il giusto tegame per la cottura ed il gioco e fatto.

ZUPPA DI LENTICCHIE CASTAGNE E PORCINI

Ingredienti: per 6 persone

400 g di lenticchie lessate,

 300 g. di castagne lessate e private della buccia e pellicina,

  1 fettina di guanciale rosa,

4 porcini di media grandezza, spicchio d’aglio, prezzemolo vino Chardonnay

olio EVO.

 4 spicchi di aglio, 1 scalogno, sedano, carota, rosmarino,

una punta di peperoncino dolce

2 patate

1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

cucchiaino di dado vegetale BIMBY

3 fettine di pane di Terni tagliate a dadini

Procedimento:

 pentola c   zuppa  soffrizuppa

prendiamo una pignatta di terracotta o pietra lavica, laviamo le  lenticchie e mettiamole a cuocere insieme agli  spicchi d’aglio in camicia.  Lasciamo sobbollire fino a quando non saranno cotte.

Facciamole riposare coperte con un canovaccio.

dividiamo le lenticchie in due parti la prima la passiamo in un passa pomodoro e ne ricaviamo una crema vellutata, la seconda la mettiamo da parte.

riprendiamo la nostra pentola di terracotta mettiamo l’olio il peperoncino e procediamo con il soffritto insieme a tutti gli odori, il guanciale tagliato a cubetti e le patate a dadini.

Il soffritto lo cuoceremo con estrema attenzione sarà pronto quando visivamente risulterà trasparente.

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Inseriamo nella pentola dove abbiamo fatto il soffritto la crema di lenticchie, insaporiamo con il dado Bimby, metà delle castagne e a fiamma bassa cuociamo la nostra zuppa per circa 20/30 minuti.

Nel mentre puliamo  i funghi:

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prendiamo una padella aggiungiamo olio  1 spicchio d’aglio in camicia una puntina di peperoncino, sale  e prezzemolo. Procediamo con la cottura. Quando i funghi inizieranno a colorire li sfumiamo con il vino, lo facciamo evaporare, aggiungiamo quindi i funghi alle lenticchie in cottura mettiamo anche quelle lasciate intere, amalgamiamo tutti gli ingredienti, aggiustiamo di sale se serve, spegniamo la fiamma e lasciamo riposare x circa 10 minuti il tempo necessario per preparare i crostini al profumo di funghi.

prendiamo la padella dove abbiamo preparato i funghi aggiungiamo una noce di burro e rosoliamo i cubetti di pane  quando avranno raggiunto un bel colore ambrato saranno pronti per essere messi nella nostra voluttuosa zuppa.

prendiamo una ciotola e componiamo il piatto aggiungendo per ogni commensale delle castagne intere per guarnire.

zuppa di castagne

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